Blues e folk le radici, ma con forti contaminazioni. «La musica contemporanea, la musica popolare sarda, il flamenco, la musica classica orientale, quella dell’Oceania, il rock’n’roll, il bluegrass e le melodie indiane – scrive Thomas Dahlberg – sono forme che Kuipers ha assimilato per poi mischiarle in modo da creare una lingua personale, ma tuttavia unica e globale». Ironia, assurdo e menzogna animano testi corrosivi e surreali; la voce è roca e profonda, mentre l’attitudine alla sperimentazione e all’improvvisazione e il virtuosismo nel far vibrare la chitarra assicurano performance ogni volta esplosive.
Etnomusicologo, oltre che compositore e musicista, metà olandese e metà inglese, Francis “Superguitar” Kuipers ha suonato come solista in tre continenti (Europa, America e Oceania) e in coppia assieme a Antonello Salis, Massimo Urbani, Luis Agudo, Enrico Micheletti, Joe Garceau, Janet Smith, and Champion Jack Dupree (tra gli altri). Memorabile il sodalizio artistico con Gregory Corso: avanti e indietro tra lo Stivale e New York negli anni ’90 i loro spettacoli potevano durare anche sedici ore. Oggi, avendo allentato l’attività dal vivo, si dedica principalmente alla composizione di colonne sonore per film. Con Philip Glass ha realizzato le tracce di Anima Mundi, Evidence e Naqoyqatsi, del regista Godfrey Reggio; dal 2005 collabora con Abel Ferrara: sue le musiche dei lungometraggi Mary, Napoli Napoli Napoli, Go Go Tales con la voce di Grace Jones e 4:44 The Last Day on Earth.
Per la serata sarà presentata anche un’opera inedita di Giancarlino Benedetti Corcos, una tela di grandi dimensioni realizzata appositamente per il concerto.
A seguire dj set rock e new wave anni ’80 e ‘90.